Speciale ENEA News - L'Impianto Archimede
Luogo: Priolo Gargallo (SR)
Data: 21/10/2009

La prima centrale elettrica  al mondo in grado di integrare la tecnologia solare termica a concentrazione con un impianto a ciclo combinato a gas naturale, sarà in funzione tra qualche mese in Italia, esattamente a Priolo Gargallo, a nord di Siracusa. I cantieri sono in piena attività. Si stanno montando gli specchi parabolici che cattureranno la luce del sole e la rifletteranno concentrata di ben 82 volte sul tubo ricevitore.  Il calore generato andrà ad alimentare la turbina a vapore che opera associata alla turbina a gas nel ciclo combinato. Sarà così possibile ridurre l’impiego del gas naturale e abbattere le emissioni di anidride carbonica, il maggior responsabile dei cambiamenti climatici. L’impianto Archimede è un passo importante verso la realizzazione di un sogno, quello di sfruttare la luce del sole per produrre energia elettrica pulita su scala industriale e a costi competitivi.

Tale risultato è stato possibile grazie alla collaborazione tra un ente di ricerca l’ ENEA e l’ENEL, e al coinvolgimento di aziende italiane altamente specializzate nella produzione di materiali e componenti innovativi.  La centrale ENEL di Priolo è  stata recentemente convertita a impianto a  ciclo combinato a gas naturale proprio in vista dell’integrazione con la  nuova tecnologia dell’ENEA. La  sala controllo,  dove i tecnici sono in grado di rilevare in tempo reale le condizioni operative della turbina a vapore sarà in grado di monitorare tutto l’impianto Archimede.

Ecco il campo specchi:  54 collettori da 100m , allineati in 9 file su 10 ettari di terreno. Ogni componente, dagli  specchi parabolici al tubo ricevitore è stato ripensato e migliorato per aumentarne l’efficienza e consentire di mantenere elevate temperature di esercizio, necessarie per l’integrazione tra i due impianti.
Sulla superficie esterna del tubo ricevitore è stato applicato un rivestimento selettivo, in grado cioè di assicurare il massimo assorbimento della radiazione solare e la minima perdita di calore. Gli specchi sono montati su una struttura di supporto a nido d’ape per garantire estrema flessibilità e robustezza e ogni specchio si muove inseguendo il sole, grazie ad un sistema computerizzato di controllo.

Tra le tante innovazioni realizzate nei laboratori dell’ENEA, la più importante è il nuovo fluido termovettore, che trasporta il calore generato nel campo specchi ai serbatoi di accumulo e all’impianto termoelettrico.  È una miscela di sali fusi composta da nitrato di potassio e di sodio. Viene utilizzata anche come fertilizzante e non è pericolosa, quindi,  né per l’ambiente né per l’uomo, ma soprattutto è in grado di trasportare e conservare il calore fino alla temperatura di 550°, ottimale per la produzione di vapore.

Questi saranno i serbatoi di accumulo, un’altra importante innovazione del sistema, enormi contenitori isolati termicamente. Alla massima temperatura, di 550° , i sali saranno immagazzinati nel serbatoio detto caldo. Dopo aver ceduto calore per la generazione del vapore, saranno immagazzinati nell’altro serbatoio, detto freddo, alla temperatura di  290° e  quindi re-immessi nel circuito.  In questo modo il sistema sarà in grado di ovviare all’intermittenza del sole e continuerà a lavorare anche la notte.

Siamo ancora in una fase sperimentale, ma il salto verso la produzione industriale è solo questione di mesi.
Ed  è un  salto molto importante, perché se la più potente centrale di produzione di energia che l’uomo conosca è il sole, oggi la più grande sfida da affrontare è imparare come conservare e sfruttare la sua energia pulita per il benessere e lo sviluppo sostenibile di tutto il genere umano.